La FLC CGIL, attraverso il proprio Ufficio Legale nazionale, ha sostenuto un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per chiedere l’annullamento del Decreto Ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, relativo alla riforma degli istituti tecnici.
Il ricorso è stato promosso su mandato di un gruppo di genitori aderenti alla Rete Nazionale degli Istituti Tecnici, che chiedono il rispetto della scelta di scuola compiuta al momento dell’iscrizione dei propri figli. Il decreto, infatti, interviene in modo rilevante sull’ordinamento didattico e sui piani di studio delle classi prime degli istituti tecnici, con effetto già dal prossimo anno scolastico: una modifica arrivata, secondo le famiglie ricorrenti, dopo la chiusura delle iscrizioni, quando le scelte erano già state effettuate sulla base delle regole allora vigenti.
La segretaria generale della FLC CGIL, Gianna Fracassi, ha spiegato che il sindacato sostiene questa battaglia perché riguarda la tutela concreta di studentesse, studenti e famiglie, oltre alla qualità e alla trasparenza delle decisioni che riguardano la scuola pubblica. Secondo Fracassi si tratterebbe di “una violazione evidente del legittimo affidamento delle famiglie”, oltre che del principio di irretroattività dell’azione amministrativa.
Il caso si inserisce nel più ampio confronto sulla riforma della filiera tecnica e professionale, su cui la FLC CGIL ha già chiesto al Ministero dati chiari relativi a iscritti e classi effettivamente attivate.









